• Pubblicata il:
  • Autore: NIBBIO 84
  • Categoria: Racconti orge
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TRIO A SORPRESA – Siena (SI)

Una sera, a cena dal Riccio, il mio migliore amico, io, lui e la mi' moglie stavamo chiacchierando delle nostre fantasie s tutte le stesse zone erogene dei ragazzi con grandi cazzi. essuali irrealizzate. Il Riccio e io ci conoscevamo da quasi 20 anni e lui stava attraversando un brutto divorzio. 
Aprì quella che probabilmente era la quarta bottiglia di vino e la nostra conversazione divenne piuttosto piccante. Avevamo discusso i nostri desideri più profondi e ci avventurammo in un gioco troppo pericoloso per chi aveva consumato tanto vino. 
Non avevo mai sperato che mia moglie trombasse con un altro uomo, tanto più davanti a me, ma dopo circa 30 minuti di questo caldo gioco di conversazione, ci siam seduti vicini e usai mia moglie Enrica per stuzzicare il Riccio eroticamente.
Lei gli mise le mani sul petto e le sue dita si spostarono lentamente dallo stomaco fino alla cintura, aprendola. Poi afferrò la su' fava che, malgrado il bere, era già parecchio dura. Allora la sfidai a fare lo stesso con me mentre lui ci guardava.
Lei accettò, andammo in camera da letto e ci spogliammo totalmente. Iniziai a baciarle le labbra e il collo mentre le mie mani scorrevano sulle sue puppe pizzicandole i capezzoli. Poi spostai dolcemente la mano del Riccio fra le sue gambe e lei emise un suono di sollievo erotico. 
Lui le accarezzò le gambe, le sue mani si avvicinarono pericolosamente alla vulva calda e carnosa (come volevo io) e poi si chinò a leccarla mentre lei si contorceva nel godimento.
Ero sicuro che fosse già super bagnata e pronta a esser trombata. La girai a pecora e le infilai in bocca la mia fava indurita. Lei la inghiottì, succhiandola mentre sbavava e grugniva di piacere. Vidi il Riccio dietro di lei che puntava il suo cazzo erettissimo schiaffeggiandole le chiappe.
- No amico... magari la prossima volta. Adesso accontentati della fica...
Le è scivolato dentro fino in fondo, palpeggiandole le tette penzolanti e spingendo come un forsennato. Visto il divorzio in corso, chissà da quanto tempo non trombava. La sua faccia era rossa quasi più della su' fava!
I suoi coglioni si sbattevan avanti e indietro contro il culo di lei, che continuava a succhiarmi e segarmi per respirare un po' meglio. All'inizio i due ritmi non combaciavan e si faceva casino, ma poi il mio sogno si avverò e trovammo la sincronia perfetta. Mentre il Riccio prendeva il ritmo, lei gli chiedeva di montarla sempre più forte.
- Fottimi bello, fottimi... son la vostra maiala!
Fra sudore, grugniti e gemiti, siam venuti tutti e tre.

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