Pompino abusivo in ufficio  - Basilicata Trasgressiva

Pompino abusivo in ufficio - Basilicata Trasgressiva

Buon giorno mi chiamo Michele, sono responsabile di un'ufficio commerciale dove lavorano una decina di persone, l'ambiente è un salone unico diviso in quattro uffici da pareti di cartongesso dove chiaramente uno di questi è il mio; era una giornata come tante, nella quasi completa monotonia giornaliera dove l'unico momento vivo è quello alla macchinetta del caffè quando socializzi con i colleghi parlando del più e del meno, il resto della giornata normalmente non interagisci con nessun essere umano ma solo con un computer e con un telefono. Ricordo che era il mese di Agosto, il novanta per cento dell'ufficio era in ferie, al lavoro chiaramente c'ero io, un ragazzo assunto da poco e la sua responsabile la quale gli stava insegnando il mestiere, a metà mattinata avevo bisogno di un caffè e mentre mi avvicinando alla macchinetta passando davanti alla porta del loro ufficio avevo udito rumori al di fuori da quella che era la solita monotonia, mi era sembrato di sentire un gemito quasi soffocato, mi sono fermato davanti alla porta e avvicinando l'orecchio sentivo la ragazza godere sotto voce.. non potevo non vedere e furtivamente avevo aperto leggermente la porta per dare una sbirciatina, le mie sensazioni erano fondate perchè c'era il ragazzo in piedi davanti alla scrivania e la ragazza sua responsabile a sedere che gli faceva un bel pompino con una tale passione che mi era venuto duro; a quel punto avevo tre opzioni, la prima era fare finta di niente, la seconda entrare e beccarli sul fatto e la terza prenderla da parte e ricattarla chiedendogli in cambio del mio silenzio alcune prestazioni a sfondo sessuale. Avevo chiaramente scelto per la terza opzione, la chiamo nel mio ufficio, quel giorno aveva un vestitino leggero estivo e molto corto mettendo in mostra quelle gambe perfette e abbronzate che avrei adorato per ore; alla domanda se aveva rapporti con colleghi interni al luogo di lavoro con voce tremante e con tono basso che trasmetteva solo insicurezza mi avea risposto di no e allora gli ho chiesto come mai il cazzo del ragazzino cinque minuti prime era nella sua bocca... dopo attimini di totale mutismo era diventata rossa comeun pomodoro ammettendo che era capitata solo quella volta, io con disinvoltura gli avevo detto che non c'erano problemi se mi avesse dato la mia parte, facendogli cenno con il dito di avvicinarsi mi ero fatto in fuori con la sedia da sotto la scrivania e lei senza pensarci due volte si era avvicinata mettendomi la patata a pochi centimetri dal mio viso, lentamente e senza parlare gli avevo messo le mani sotto la gonna calandogli le mutandine e iniziando a leccargliela, era bagnatissima, sintomo che le piaceva la situazione e la cosa mi eccitava sempre più fino ad infilargli due dita nella patata mentre con la lingua le istigavo il clitoride... con le sue mani nei miei capelli mi teneva stretto alla sua patata ansimando dei goduria, la scena di un film porno dal vivo ma non mi bastava e liberando la scrivania l'avevo messa a sedere a gambe aperte iniziando a scoparla tenendogli i capelli mentre le istigavo i capezzoli con la bocca.. la chiavata più selvaggia della mia vita, oltre al fatto che da quel giorno non mi serviva ricattarla ma ogni tanto si presentava in ufficio da me per una sveltina quando gli prudeva!!!

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